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SENPAI IDEA/Docenti/🧢Livello base/3️⃣Lezione 3 - IA per una didattica su misura

Lezione 3 - IA per una didattica su misura

  • Strumenti di IA per personalizzazione su BES e DSA
  • Utilizzo di Google Lens o Copilot Mobile (e applicazioni di dominio specifico)
  • Creazione e personalizzazione di mappe concettuali (con integrazione in Word/Docs e Powerpoint/Slides)
  • Traduzione istantanea e generazione vocale

Strumenti di IA per personalizzazione su BES e DSA

Riferimento bibliografico principale: “Strumenti di Intelligenza Artificiale per i BES: Inclusione, Equità ed Empowerment per il 21° Secolo”, Di Monte & Tempesti, Rivista BRICKS, 2024
 
Esempi:
  1. Riduzione della complessità
Utilizzando il principio di specificità del prompt, possiamo agire puntualmente sulle varie componenti della complessità di un testo per renderlo più facilmente intelligibile anche in presenza di difficoltà specifiche.
Esempio 1.A - Riduzione della complessità sintattica
Materiale: un testo introduttivo sull’Arte contemporanea da Treccani Arte.
Prompt:
Immagina di essere un insegnante di storia dell’Arte con il compito di preparare il materiale didattico per studenti con difficoltà/disturbi certificati nella comprensione del linguaggio. Dato il documento che ti verrà dato in input, proponi una versione modificata in cui le subordinate più complesse vengano staccate in periodi diversi. Fai particolare attenzione a mantenere il significato originale del testo. A titolo di esempio, dividi ogni frase che contenga più di due subordinate concatenate. [TESTO]:
Le arti visive del resto si trovano oggi in una condizione postulata dal modernismo che è stata definita postmediale, caratterizzata da un’estrema varietà di forme e modi (performance, installazione, testo, fotografia, film, video, elaborazione digitale ecc.) e dall’abbandono del carattere specifico dei diversi media (pittura, scultura ecc.) a favore di pratiche fondate sulla nozione di arte-in-generale, cioè indipendente da supporti e tecniche finalizzati alla produzione di oggetti materiali. Sotto l’influenza delle elaborazioni teoriche concettuali – per le quali l’attività dell’artista può essere pensata come un’investigazione intorno alla natura dell’arte, senza riferimento alle sue produzioni specifiche (come nelle note riflessioni di Joseph Kosuth in Art after philosophy, 1969; trad. it. 1987) – il medium si è così trasformato, da tecnica di esecuzione e da supporto dell’opera, in un insieme di principi operativi, in una ‘matrice’, in uno spazio di possibilità. Questo non equivale ovviamente ad assimilare l’arte contemporanea a un campo privo di regole: in contrasto con l’offerta indifferenziata della cultura di massa e i suoi meccanismi spettacolari, l’azione degli artisti appare al contrario inseparabile da un investimento decostruttivo consapevole dello spazio materiale e istituzionale, delle abitudini percettive, delle griglie interpretative e dei frame ideologici che sostanziano la loro attività. Si potrebbe anzi dire che l’arbitrarietà dei ‘nuovi’ media pone al tempo stesso il problema dell’irrilevanza e quello della pertinenza di ogni scelta artistica, fuori dalla protezione tradizionalmente offerta da prassi e linguaggi condivisi; e che proprio la proliferazione dei linguaggi postmodernisti si rivela uno strumento non per liquidare l’esperienza dell’avanguardia, ma per introdurre al suo interno una dinamica di ricostruzioni e di letture retroattive che punta, come scrive il critico statunitense Hal Foster, a trasferire nell’ambito del presente l’elemento di trasformazione costante proprio dell’avanguardia nei confronti dell’istituzione arte, pur avendone accantonato la metafisica dello smascheramento, la ‘pretesa di verità’ (Foster 1996; trad. it. 2006, p. 21). Così, se la pratica pittorica ha perduto la sua posizione secolarmente privilegiata, non va per questo considerata ‘storicamente’ antiquata: al pari di altri media essa è oggi sottoposta a un processo di revisione e riappropriazione permanente che tende a mostrarne la natura eterogenea, ibridata con altri campi di formazione dell’immagine (fotografia, cinema, televisione, architettura e così via). È quanto accade nell’opera di pittori contemporanei come il belga Luc Tuymans (n. 1958) o la statunitense Julie Mehretu (n. 1970) che in modi diversi, ma egualmente persuasivi, mettono apertamente in questione il carattere in apparenza ‘ritardatario’ della pittura, precisamente inserita in quella dialettica tra obsolescenza e redenzione, tra specificità e generalità, che è il cuore della contemporaneità artistica (Krauss 2004).

Le arti visive oggi si trovano in una condizione prevista dal modernismo. Questa condizione è definita postmediale. È caratterizzata da una grande varietà di forme espressive, come performance, installazioni, testi, fotografie, film, video ed elaborazioni digitali.
Inoltre, è stato abbandonato il carattere specifico dei diversi media tradizionali, come la pittura e la scultura. Al loro posto si sono sviluppate pratiche fondate sull’idea di arte-in-generale. Questa idea considera l’arte indipendente dai supporti e dalle tecniche utilizzate per produrre oggetti materiali.
Le teorie dell’arte concettuale hanno avuto una forte influenza su questo cambiamento. Secondo queste teorie, l’attività dell’artista può essere vista come una ricerca sulla natura dell’arte stessa. Non è quindi necessario riferirsi a opere o produzioni specifiche. Un esempio importante sono le riflessioni di Joseph Kosuth contenute nel testo Art after Philosophy (1969; trad. it. 1987).
Per questo motivo, il concetto di medium si è trasformato. In passato indicava soprattutto una tecnica di esecuzione o il supporto dell’opera. Oggi viene considerato come un insieme di principi operativi, una “matrice” o uno spazio di possibilità.
Questo non significa che l’arte contemporanea sia un campo senza regole. Al contrario, gli artisti si distinguono dall’offerta indifferenziata della cultura di massa e dai suoi meccanismi spettacolari. La loro attività è strettamente legata a un’analisi critica e decostruttiva. Questa riguarda lo spazio materiale e istituzionale dell’arte, le abitudini percettive del pubblico, i modelli interpretativi e i sistemi ideologici che influenzano la pratica artistica.
Si può affermare che l’arbitrarietà dei “nuovi” media pone due problemi importanti. Il primo è quello dell’irrilevanza delle scelte artistiche. Il secondo è quello della loro pertinenza. Questi problemi emergono perché non esistono più pratiche e linguaggi condivisi che offrano una guida comune.
Si può anche osservare che la moltiplicazione dei linguaggi postmodernisti non serve a eliminare l’esperienza dell’avanguardia. Al contrario, permette di introdurre nuove interpretazioni e ricostruzioni del passato. Secondo il critico statunitense Hal Foster, questo processo trasferisce nel presente la capacità di trasformazione continua tipica dell’avanguardia nei confronti dell’istituzione artistica. Tuttavia, esso abbandona la pretesa dell’avanguardia di possedere una verità definitiva e di smascherare la realtà in modo assoluto (Foster 1996; trad. it. 2006, p. 21).
La pittura ha perso la posizione privilegiata che ha avuto per secoli. Non per questo deve essere considerata un mezzo artistico superato. Come altri media, oggi è sottoposta a un continuo processo di revisione e riappropriazione. Questo processo tende a evidenziare la sua natura eterogenea. Inoltre, mostra come la pittura si intrecci con altri ambiti della produzione delle immagini, come la fotografia, il cinema, la televisione e l’architettura.
Un esempio di questa tendenza si trova nelle opere di pittori contemporanei come il belga Luc Tuymans (n. 1958) e la statunitense Julie Mehretu (n. 1970). Pur lavorando in modi differenti, entrambi mettono in discussione l’idea che la pittura sia un linguaggio “in ritardo” rispetto agli altri media. Le loro opere mostrano come la pittura sia inserita nella dialettica tra obsolescenza e rinnovamento, tra specificità e generalità. Questa dialettica rappresenta uno degli aspetti centrali dell’arte contemporanea (Krauss 2004).
Esempio 1.B - Modernizzazione lessicale
Materiale: il Discorso sulla Costituzione di Piero Calamandrei (1955).
Prompt:
Immagina di essere un insegnante di diritto ed educazione civica con il compito di preparare il materiale didattico per studenti con difficoltà/disturbi certificati nella comprensione del linguaggio. Dato il documento che ti verrà dato in input, proponi una versione modificata in cui eventuali elementi lessicali (parole o locuzioni) fuori uso rispetto alla lingua italiana corrente siano sostituiti da sinonimi moderni. Fai particolare attenzione a mantenere il significato originale del testo. A titolo di esempio, potresti sostituire la parola “lapalissiano” con la parola “ovvio”. Riporta al termine della trascrizione le principali sostituzioni effettuate. [TESTO]:
La costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile, bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla costituzione è l’indifferenza alla politica, l’indifferentismo, che è – non qui, per fortuna, in questo uditorio, ma spesso in larghe categorie di giovani – un po’ una malattia dei giovani, l’indifferentismo. «La politica è una brutta cosa», «che me ne importa della politica»: quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina, che qualcheduno di voi conoscerà, di quei due emigranti, due contadini, che traversavano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime e il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda a un marinaio: «Ma siamo in pericolo?», e questo dice: «Se continua questo mare, tra mezz’ora il bastimento affonda». Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno e dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare, tra mezz’ora il bastimento affonda!». Quello dice: «Che me ne importa, non è mica mio!». Questo è l’indifferentismo alla politica. È così bello, è così comodo: la libertà c’è. Si vive in regime di libertà, c’è altre cose da fare che interessarsi di politica.
E lo so anch’io! Il mondo è così bello, ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi di politica. La politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai, e vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica.
La costituzione, vedete, è l’affermazione scritta in questi articoli, che dal punto di vista letterario non sono belli, ma è l’affermazione solenne della solidarietà sociale, della solidarietà umana, della sorte comune, che se va a fondo, va a fondo per tutti questo bastimento. È la carta della propria libertà, la carta per ciascuno di noi della propria dignità d’uomo. Io mi ricordo le prime elezioni dopo la caduta del fascismo, il 6 luglio (2 giugno, ndr) 1946: questo popolo che da 25 anni non aveva goduto le libertà civili e politiche, la prima volta che andò a votare dopo un periodo di orrori – il caos, la guerra civile, le lotte, le guerre, gli incendi. Ricordo – io ero a Firenze, lo stesso è capitato qui – queste file di gente disciplinata davanti alle sezioni, disciplinata e lieta perché avevano la sensazione di aver ritrovato la propria dignità, questo dare il voto, questo portare la propria opinione per contribuire a creare questa opinione della comunità, questo essere padroni di noi, del proprio paese, del nostro paese, della nostra patria, della nostra terra, disporre noi delle nostre sorti, delle sorti del nostro paese.
Quindi, voi giovani alla costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come cosa vostra, metterci dentro il senso civico, la coscienza civica, rendersi conto – 3 questo è una delle gioie della vita – rendersi conto che ognuno di noi nel mondo non è solo, che siamo in più, che siamo parte di un tutto, nei limiti dell’Italia e nel mondo. Ora, vedete – io ho poco altro da dirvi –, in questa costituzione, di cui sentirete fare il commento nelle prossime conferenze, c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato. Tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie son tutti sfociati in questi articoli. E a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane. Quando io leggo, nell’articolo 2, «l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale», o quando leggo, nell’articolo 11, «l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli», la patria italiana in mezzo alle altre patrie, dico: ma questo è Mazzini, questa è la voce di Mazzini; o quando io leggo, nell’articolo 8, «tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge», ma questo è Cavour; o quando io leggo, nell’articolo 5, «la Repubblica una e indivisibile riconosce e promuove le autonomie locali», ma questo è Cattaneo; o quando, nell’articolo 52, io leggo, a proposito delle forze armate, «l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica», esercito di popolo, ma questo è Garibaldi; e quando leggo, all’articolo 27, «non è ammessa la pena di morte», ma questo, o studenti milanesi, è Beccaria. Grandi voci lontane, grandi nomi lontani. Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti.
La Costituzione è un pezzo di carta: se la lascio cadere, non si muove. Per farla vivere davvero bisogna ogni giorno metterci dentro l'energia, l'impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse e il senso di responsabilità di ciascuno.
Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l'indifferenza verso la politica, cioè il disinteresse per la vita pubblica. Questo atteggiamento è, per fortuna non qui tra voi, ma spesso tra molti giovani, una specie di malattia.
«La politica è una brutta cosa», «che cosa mi importa della politica?». Quando sento questi discorsi, mi viene sempre in mente una vecchia storia che qualcuno di voi forse conosce. È la storia di due emigranti, due contadini, che attraversavano l'oceano su una nave instabile.
Uno di questi contadini dormiva nella parte inferiore della nave e l'altro si trovava sul ponte. A un certo punto si accorse che c'era una forte tempesta, con onde molto alte, e che la nave si muoveva continuamente.
Allora questo contadino, spaventato, chiese a un marinaio:
«Siamo in pericolo?»
Il marinaio rispose:
«Se il mare continua così, tra mezz'ora la nave affonderà».
Allora il contadino corse a svegliare il compagno e gli disse:
«Beppe, Beppe, Beppe, se il mare continua così, tra mezz'ora la nave affonderà!»
L'altro rispose:
«Che cosa mi importa? Tanto non è mia!»
Questo è il disinteresse per la politica.
È una cosa apparentemente bella e comoda: la libertà c'è. Viviamo in un Paese libero e ci sono molte altre cose da fare oltre a interessarsi di politica. Lo so anch'io! Il mondo è bello, ci sono tante cose da vedere e da apprezzare oltre a occuparsi di politica.
La politica non è sempre piacevole. Però la libertà è come l'aria: ci si accorge di quanto è importante quando comincia a mancare, quando si prova quel senso di soffocamento che le persone della mia generazione hanno vissuto per vent'anni. Io vi auguro di non doverlo mai provare e di riuscire a creare le condizioni perché questo non accada mai.
Per questo bisogna ricordarsi ogni giorno che la libertà va protetta e difesa, partecipando alla vita politica e dando il proprio contributo.
La Costituzione, vedete, è l'affermazione scritta in questi articoli che, dal punto di vista dello stile, forse non sono particolarmente belli, ma rappresentano in modo solenne la solidarietà sociale, la solidarietà umana e il destino comune. Se questa nave affonda, affonda per tutti.
La Costituzione è il documento della nostra libertà e della dignità di ogni persona.
Ricordo le prime elezioni dopo la caduta del fascismo, il 2 giugno 1946. Per la prima volta dopo venticinque anni, il popolo poté tornare a votare liberamente. Erano anni difficili, segnati dal disordine, dalla guerra civile, dai conflitti e dalle distruzioni.
Ricordo, a Firenze come in molte altre città, le lunghe file di persone davanti ai seggi elettorali. Erano persone ordinate e felici, perché sentivano di aver ritrovato la propria dignità. Votare significava esprimere la propria opinione e contribuire a formare le decisioni della comunità.
Significava sentirsi responsabili del proprio Paese, della propria terra e del proprio futuro, potendo decidere del destino dell'Italia.
Per questo voi giovani dovete dare alla Costituzione il vostro entusiasmo e la vostra partecipazione. Dovete farla vivere, sentirla come qualcosa che vi appartiene e metterci dentro il senso civico e la consapevolezza civile.
Una delle gioie della vita è capire che nessuno di noi è solo, che facciamo parte di una comunità più grande, sia in Italia sia nel mondo.
In questa Costituzione, di cui sentirete parlare nelle prossime lezioni, c'è tutta la nostra storia e tutto il nostro passato. Tutti i dolori, le tragedie e i successi del nostro Paese sono confluiti in questi articoli.
Se li leggiamo con attenzione, dietro quelle parole possiamo sentire le voci di persone importanti del passato.
Quando leggo nell'articolo 2 «l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale», oppure nell'articolo 11 «l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli», penso a Giuseppe Mazzini.
Quando leggo nell'articolo 8 «tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge», penso a Camillo Benso di Cavour.
Quando leggo nell'articolo 5 «la Repubblica una e indivisibile riconosce e promuove le autonomie locali», penso a Carlo Cattaneo.
Quando leggo nell'articolo 52 «l'ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica», penso a Giuseppe Garibaldi.
E quando leggo nell'articolo 27 «non è ammessa la pena di morte», penso a Cesare Beccaria.
Sono grandi voci e grandi nomi del passato. Ma nella Costituzione ci sono anche persone meno conosciute e voci più vicine a noi nel tempo.
Testo originale
Testo adattato
combustibile
energia
indifferentismo
disinteresse per la politica / disinteresse per la vita pubblica
uditorio
tra voi
larghe categorie di giovani
molti giovani
storiellina
storia
qualcheduno
qualcuno
traversavano
attraversavano
piroscafo traballante
nave instabile
stiva
parte inferiore della nave
burrasca
forte tempesta
oscillava
si muoveva continuamente
bastimento
nave
regime di libertà
Paese libero
asfissia
soffocamento
vigilare
proteggere e difendere
affermazione solenne
dichiarazione importante e solenne
sorte comune
destino comune
carta della propria libertà
documento della propria libertà
sciagure
tragedie
sfociati
confluiti
a sapere intendere
se li leggiamo con attenzione
confessioni religiose
religioni
patrie
nazioni

  1. Come possiamo usare direttamente le diagnosi e le corrispondenti linee guida
Materiale: Articolo divulgativo dell’Università di Ferrara sull’Intelligenza Artificiale. ((PDF) Introduzione all'Intelligenza ArtificialeResearchGate(PDF) Introduzione all'Intelligenza Artificiale)
Esempio 2.A - Inserire una diagnosi
Prompt:
Immagina di essere un docente di liceo con il compito di spiegare un documento informativo sull'Intelligenza Artificiale a una classe. Data la presenza nella classe di studenti con diagnosi di dislessia, discalculia e ADHD, formula un riassunto specifico per ogni tipo di bisogno dei capitoli 1 e 2 del documento, prestando particolare attenzione a non alterarne il significato. Date le necessità specifiche di ogni tipo di studente, riporta i riassunti separatamente, specificando per quale categoria sono pensati.
…
Nuovo prompt per ottenere una spiegazione rispetto alle varie forme adottate:
Quali criteri hai usato per dare una forma diversa a ciascuno dei 3 riassunti? Spiega, per ognuno di essi, il nesso tra tipologia di diagnosi e forma del testo (sintassi, lessico e formattazione). Riporta solo una tabella comparativa.
RIsposta:
Aspetto
Dislessia
Discalculia
ADHD
Obiettivo dell'adattamento
Ridurre la fatica di lettura e facilitare la decodifica del testo.
Ridurre il carico legato a numeri, procedure e formalizzazioni logiche complesse.
Favorire il mantenimento dell'attenzione e la memorizzazione delle informazioni principali.
Sintassi
Frasi brevi, lineari, con poche subordinate e un solo concetto principale per frase.
Frasi orientate ai concetti generali, evitando descrizioni dettagliate di algoritmi, formule e procedure.
Frasi molto brevi, dirette e focalizzate sull'idea principale, per limitare il sovraccarico della memoria di lavoro.
Lessico
Lessico controllato e concreto; mantenimento dei termini disciplinari essenziali; riduzione di sinonimi e parafrasi inutili.
Riduzione del linguaggio matematico e simbolico; sostituzione di formule e notazioni con spiegazioni concettuali.
Uso frequente di parole chiave, etichette orientative ("Idea principale", "Da ricordare", "Passaggi") e ripetizione dei concetti fondamentali.
Formattazione
Titoli evidenti, sottotitoli, elenchi puntati e paragrafi brevi per migliorare l'orientamento visivo.
Organizzazione per categorie concettuali e domande-guida che aiutano a comprendere le relazioni tra le idee.
Struttura altamente segmentata con checklist, elenchi, sezioni evidenziate e riepiloghi finali.
Elemento del testo maggiormente semplificato
Complessità linguistica.
Complessità logico-matematica e procedurale.
Quantità di informazioni presentate contemporaneamente.
Nesso tra diagnosi e forma del testo
Le difficoltà di lettura richiedono una riduzione della complessità sintattica e una maggiore chiarezza visiva.
Le difficoltà nell'elaborazione numerica e procedurale richiedono una presentazione più concettuale e meno formalizzata.
Le difficoltà attentive e di memoria di lavoro richiedono testi brevi, segmentati e con continui richiami ai concetti essenziali.
Esempio 2.B - Inserire delle linee guida ufficiali
Utilizziamo ora anche le linee guida ufficiali del Ministero dell’Istruzione: 🔗www.mim.gov.it
Prompt:
Immagina di essere un docente di liceo con il compito di spiegare un documento informativo sull'Intelligenza Artificiale a una classe. Data la presenza nella classe di studenti con diagnosi di dislessia, discalculia e ADHD, formula un riassunto specifico per ogni tipo di bisogno dei capitoli 1 e 2 del documento, prestando particolare attenzione a non alterarne il significato. Date le necessità specifiche di ogni tipo di studente, attieniti alle linee guida del Ministero dell’Istruzione per il diritto allo studio degli studenti con DSA (in allegato) per decidere i criteri da applicare a ciascun riassunto (ad esempio la semplificazione delle frasi per i soggetti dislessici o una maggiore schematicità per i soggetti ADHD). Riporta i riassunti separatamente, specificando per quale categoria sono pensati.
Esercizio
Trovare altri casi studio in cui possiamo usare strumenti di IA per la personalizzazione legata a BES e DSA (in forma conversazionale o agentica, a scelta).
 

 

Utilizzo di Google Lens o Copilot Mobile

L’articolo di Di Monte e Tempesti evidenzia anche opportunità emergenti dall’utilizzo di IA di visione (Computer Vision e Vision-Language Models, in gergo tecnico) come quelle incorporate nei software Google Lens e Microsoft 365 Mobile per gli studenti BES.
Oltre a questi due, che sono i più usati in ambito generalista, vi sono altri software simili sviluppati per ambiti specifici. Uno dei più celebri è PlantNet, usato per riconoscere le piante semplicemente scattando una foto.
Questi software (tutti per dispositivi mobili) sono in grado di:
  • Cercare informazioni sul web a partire da una fotografia invece che una ricerca testuale.
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  • Fare OCR (Optical Character Recognition, cioé trascrizione di una foto in cui appare un testo scritto, ad esempio la foto di un documento o di un cartello).
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  • Tradurre istantaneamente testi scritti inquadrati con la propria videocamera in un’altra lingua.
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Creazione e personalizzazione di mappe concettuali

In ambito didattico un compito in cui i modelli di IA spesso eccellono è la creazione di mappe concettuali a partire da documenti (ad esempio presentazioni Powerpoint/Slides oppure interi capitoli di libri o ancora fonti primarie) o da ricerche web.
Non c'è un singolo strumento o un modo giusto, esistono software dedicati quali mymap.ai, algoreducation.com, conceptmap.ai e altri ancora.
Oppure c’è sempre la possibilità di usare il proprio chatbot preferito (es: Copilot) o un agente basato su di esso istruendolo ad attenersi al formato (nel senso di “formato del file”) adatto a una mappa concettuale. Esempi di formati diffusi sono:
Esempio di prompt:
Sei un esperto nella creazione di mappe concettuali. Analizza il documento che ti fornisco
e trasformalo in una mappa concettuale, seguendo queste istruzioni:
  1. Identifica i concetti chiave del testo (massimo 15-20 nodi, per mantenere la mappa leggibile).
  2. Identifica le relazioni tra i concetti e descrivile con un'etichetta breve e chiara
    sulla freccia (es. "causa", "è parte di", "porta a", "si oppone a", "richiede").
  3. Organizza i concetti in una struttura gerarchica quando possibile, partendo da un
    concetto centrale o principale.
  4. Usa nomi brevi per i nodi (2-5 parole), evitando frasi intere.
Restituisci ESCLUSIVAMENTE il codice in sintassi Mermaid (graph TD), senza alcuna
spiegazione, commento o testo aggiuntivo prima o dopo. Il codice deve essere pronto
per essere incollato direttamente su mermaid.live.
Formato di esempio:
graph TD
A[Concetto principale] -->|relazione| B[Concetto secondario]
A -->|altra relazione| C[Altro concetto]
B -->|relazione| D[Concetto derivato]
 
Esempio (Post-Impressionismo in Storia dell’Arte, con ricerca da fonti web):
notion image

 

Traduzione istantanea e sintesi vocale

deepl.com - Traduzione e speech-to-text
elevenlabs.io - Sintesi vocale e text-to-speech